lunedì 24 gennaio 2011

Ristorante Tittò Genzano di Roma


Storica trattoria castellana che ha recentemente cambiato sede. Si è spostato di poco in effetti, poche decine di metri, cambiando però l'arredamento che da trattoria caciarona ma con una sua caratteristica atmosfera si è trasformato in un pretenzioso ristorante stile "moderno" con inevitabile maxi schermo sintonizzato sulla partita della domenica sera. Rimane però identico il servizio approssimativo e un menù scarso di offerta e povero di qualità. Per contro cresce il prezzo, senza nessuna giustificazione. Un anonimo antipasto, primi scialbi e banali, carni alla brace di taglio incerto ed un "maialino" oleoso e sapido solo di dado completano il quadro. Qualche dolce se presentato degnamente meriterebbe miglio sorte ma tant'è. Camerieri gentili ma poco professionali (il "tu" a tutti anziani e giovani non sempre è gardito) fanno quello che possono anche se olezzi ascellari sarebbe bene risparmiarli all'avventore. Se alla vecchia osteria a buon mercato certe cose si potevano perdonare da questo nuovo locale e da questo prezzo (30€ mediamente, non esoso ma esagerato rispetto al cibo proposto) ci si aspetta decisamente di meglio. Non sappiamo com'è la pizzeria. Forse la pizza con vista magnifica del lago di Nemi in una serata estiva farebbe cambiare l'opinione ma dopo l'esperienza di ieri sera difficilmente torneremo.

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